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Gavi - la sua storia |
Successivamente essa prese il nome di tribù di
Lemurini, dal Torrente Lemor e dai monti
Lemuridi, che erano quelli attorno alla
Bocchetta, secondo la sopra citata tavola del
bronzo. Il più antico manufatto lemurini è
un'ascia in ossidiana nera neolitica,
perfettamente levigata; che fu trovata durante
lo scavo per una casa quasi a ridosso del centro
storico di Gavi vicino al Lemme: una conferma
che i primi insediamenti umani in queste zone si
ebbero lungo i fiumi ed i torrenti.
Ma sull'origine del nome Gavi non manca una
leggenda, secondo la quale nel VI secolo; dalla
Provenza, una bionda e ricca principessa dal
nome Gavia, fuggita con l'amante non accettato
dalla famiglia, qui decise di sostare, fondando
un castello, cui si aggiunsero ai piedi del
colle altre case. A quel tempo, però, Gavi
esisteva già, era un "pagus" romano ed un "castellaro"
era posto a protezione della bretella che univa
le due grandi arterie
romane: La Postumia e l'Emilia. |
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Prima dell'anno Mille, come dicono pergamene e membranacei conservati negli
archivi di Gavi, scomparendo Libarna, era divenuto il luogo più importante tra
Genova e Tortona, cioè tra una autonoma città marinaresca ed una dipendenza
vescovile.
Il documento del 3 giugno 972, conservato nell'Archivio di Stato di Genova,
recita che il Vescovo di Genova Teodolfo affitta a Pietro ed Andrea, liberi
uomini di Gavi, vigne e castagneti appartenenti alla Chiesa che si Trovavano a
Gavi e alla Meirana.
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